NUOVE FRONTIERE DELLE MALATTIE URO-ANDROLOGICHE

Stefano Pecoraro congresso Urop
Stefano Pecoraro al Congresso Urop

Urologi a confronto e cure anche per le donne. È emerso nel corso del tredicesimo Congresso nazionale degli Urologi dell’Ospedalità Privata, tenutosi a Salerno e organizzato dal dottor Stefano Pecoraro, Responsabile dell’Area Funzionale di Uro-Andrologia NEUROMED-MALZONI in collaborazione con la Società scientifica dell’ospedalità a gestione privata. “La cistite ormai fa parte di quella che si definisce sindrome pelvica cronica. – ci spiega il dottor Stefano Pecoraro – Un problema femminile che ha un importante impatto sociale. Si stima che circa il 25% delle assenze dal lavoro è dovuto a fenomeni di cistite ricorrente, cosiddetta cronica. Con il Congresso di Salerno si è inteso promuovere, altresì, un confronto multidisciplinare: oltre all’urologo le figure fondamentali per affrontare tali problematiche sono il gastroenterologo per l’habitat intestinale della patologia; il ginecologo per quanto riguarda la sfera genitale; i terapisti del dolore perché nelle fasi gravi e croniche bisogna intervenire con apposite strumentazioni.”

Ma quando bisogna rivolgersi al medico specialista? “I fenomeni di cistite ormai sono ben definiti nelle loro caratteristiche scientifiche. Esiste una cistite cosiddetta acuta, di solito batterica, da tenere sotto controllo in tutte le fasce d’età.  Quando è non batterica e insorge in età giovanile la figura dell’urologo diventa necessaria. La cistite va curata nelle fasi iniziali con terapie specifiche al fine di evitare la cronicizzazione della malattia che rende la donna vulnerabile, alterandone il suo stato sociale e sessuale. La prevenzione, poi è fondamentale; l’igiene e l’idratazione sono alla base di essa. Le minzioni non devono essere rallentante, le ritenzioni di urina provocano sforzi all’interno del muscolo della vescica e ne alterano la sua contrattilità.”

Ma è nell’uomo che le patologie urologiche rappresentano una problematica seria. “L’ipertrofia prostatica è la più frequente, vale a dire l’ingrossamento della ghiandola prostatica che impedisce all’uomo di urinare bene. Anche in questo caso il problema è importante – ci spiega lo specialista – Più del 90% degli uomini ultra 80enni ha un’ipertrofia prostatica. Già dai 40 anni, però, la patologia può presentarsi.” Quali sono le buone pratiche di prevenzione quindi? “I primi controlli vanno fatti dopo i 35-40 anni. – ci spiega l’urologo – Ovviamente non parlo solo di controlli ematochimici, il PSA per intenderci, ma anche una visita annuale con lo specialista.”

Infertilità maschile e procreazione assistita sono stati gli altri temi di approfondimento dell’ultimo incontro. Più del 50% dei problemi di fertilità di coppia è dovuta a quello che si definisce il fattore maschile. Ciò significa che patologie precedentemente non curate o misconosciute possono aggravarsi nel corso del tempo e ridurre drasticamente il tasso di fertilità maschile. Purtroppo l’uomo, a differenza della donna, non porta avanti una giusta prevenzione. Per l’uomo, infatti, il primo contatto con la propria sfera genitale, e sulla fertilità, era in tempi passati la visita di leva. Oggi il problema continua ad essere culturale.

Ma è l’innovazione tecnologica a fare la differenza anche in questo settore. Durante il Congresso sono stati proiettati via satellite dieci interventi in diretta dalla sala operatoria della Clinica Malzoni. “Gli interventi chirurgici vanno sicuramente nella direzione degli approcci mini-invasivi. I laser e le radiofrequenze sono ormai una realtà, utilizzati per ripristinare la sessualità maschile e dell’attività della vescica”.

La Villa dei Platani Malzoni di Avellino è punto di riferimento territoriale ed extraterritoriale per le patologie uro-andrologiche non solo dal punto di vista della diagnosi precoce ma anche di intervento. Attività clinica che va di pari passo con l’avanzamento tecnologico e scientifico. “Quella di Avellino – conclude Stefano Pecoraro – è l’unica struttura in Campania che fa parte del gruppo oncologico multidisciplinare regionale dell’Università Federico II di Napoli. Questi gruppi ci permettono di garantire un migliore servizio al cittadino grazie alla sinergia tra pubblico e privato.”

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